Der Blick, der ans eine Schöne sich verliert, ist ein sabbatischer. Er rettet am Gegenstand etwas von der Ruhe seines Schöpfungstages. […] Fast könnte man sagen, daß vom Tempo, der Geduld und Ausdauer des Verweilens beim Einzelnen, Wahrheit selber abhängt.

Lo sguardo che si perde nella bellezza di un singolo oggetto è uno sguardo sabbatico. Esso salva nell'oggetto un po' della quiete del giorno in cui è stato creato. […] Si potrebbe quasi dire che la verità stessa dipende dal contegno, dalla pazienza e assiduità con cui si indugia presso quel singolo oggetto.

Theodor W. Adorno

martedì 27 settembre 2016

Valentina D'Amaro

Valentina D'Amaro, Senza titolo, 2013
olio su tela, 80 x 100 cm, courtesy dell'artista


I quadri di Valentina D’Amaro si riconoscono al primo sguardo. Non diversamente dai pittori ortodossi di icone, che reiteravano all’infinito il medesimo volto con l’aspirazione, mai appagata, di coglierne l’impalpabile santità, e similmente a Claude Monet, che ha esplorato l’anima della cattedrale di Notre-Dame a Rouen in una serie di trenta intensi dipinti (1892-1894), D’Amaro tenta di approssimarsi al nucleo atemporale, universale e spirituale del reale attraverso la ripetizione di paesaggi. 

sabato 18 giugno 2016

Lorenzo Di Lucido

Lorenzo Di Lucido, Collapse, 2015
olio su tela, 18 x 12 cm
Courtesy l'artista


«Con la pittura uccidi le superfici: perché un quadro, mentre viene costruito, ne uccide altri dieci, cento, anche di più». In poche parole affilate, Lorenzo Di Lucido riassume la struttura profondamente dialettica del dipingere, un processo creativo di cui egli non sottovaluta la pars destruens, ineliminabile, benché di norma sottaciuta. L'immagine ultima sopravvive allo scarto, in un percorso segnato da tentativi, errori, incertezze e ripensamenti, difficoltà tecniche e dubbi.

sabato 28 maggio 2016

Harald Hofmann. Von abwesender Anwesenheit…

Matthias Erntges Galerie, Düsseldorf
27.05. - 16.07.2016

Harald Hofmann, Das Licht der Erkenntnis, 2015
tempera on paper, 30 x 40 cm
Courtesy the artist and Matthias Erntges Galerie, Düsseldorf


(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

Il titolo scelto da Harald Hofmann ispirandosi a Henri Bergson, Von abwesender Anwesenheit… [Della presenza assente], non si limita a constatare un dato evidente, vale a dire l’assenza di presenza umana dagli ambienti dipinti, ma allude piuttosto al complesso rapporto tra presenza e assenza, che connota l’intima relazione tra individuo da un lato e oggetti della sua sfera privata dall’altro. 

giovedì 31 marzo 2016

Marco Salvetti

Marco Salvetti, Figura sotto la pioggia, 2016
olio e pastelli su tela, 30x40 cm
Courtesy l'artista

Le opere di Marco Salvetti hanno un legame indiretto e intenzionalmente affievolito con la realtà esterna: in tal senso azzardiamo la definizione di pittura intuitiva, frutto di un processo interiore che trova un’analogia letteraria nella formulazione offertaci da Italo Calvino per introdurre le sue Cosmicomiche: «Leggo per curiosità, a ondate […] e salto spesso da un argomento all’altro. […] I racconti vengono fuori per conto loro, obbediscono a una loro dinamica interna, sulla quale può capitare che s’innesti l’occasione delle sollecitazioni esteriori». In Salvetti infatti l’evidente denominatore comune che connota le sue opere non va ricondotto a un vero e proprio ragionare sistematico, quanto piuttosto alla coerenza delle sue molteplici fonti d’ispirazione. 

giovedì 10 dicembre 2015

Antonio Bardino

Antonio Bardino, Senza titolo, 2013
olio su tela, 30x30 cm, courtesy l'artista


Ai confini della foresta di Fontainbleau i pittori Barbisonniers hanno dato avvio, nella seconda metà dell’Ottocento, a una tradizione di pittura paesaggistica alla quale, per certi versi, possiamo accordare anche la ricerca di Antonio Bardino. Originario di Alghero e trasferitosi da anni a Udine, anch’egli, come i pittori di Barbizon, si trova su un confine: duplice nel suo caso.

domenica 22 novembre 2015

Astrid Styma. Nymphe
24.10.2015 - 28.11.2015

Astrid Styma, Every day a selfie, 2014
triptych, oil on MDF, each 30x22 cm
(view of the exhibition at Raum e.V.)

(segue traduzione in italiano)

Meist wird das Wort Nymphe unmittelbar mit Begriffen wie Weiblichkeit und Sinnlichkeit in Verbindung gesetzt. Und das ist auch kein Wunder, wenn man sowohl an die griechische und römische Mythologie, wo Nymphen überall auf Feldern, in Klüften, Brisen, Bergen, Seen, Meeren, Flüssen, Quellen, Tälern, Wäldern, Wiesen und Bäumen vorkommen, als auch an Nabokovs Roman Lolita denkt. Der russisch-amerikanische Schriftsteller hat das Wort Nymphchen eigentlich geprägt, um einen bestimmten Typ vom jungen und maliziösen Mädchen zu beschreiben, von dem der Protagonist des Romans bezaubert wird.

sabato 26 settembre 2015

Sabine Hauptmanns in mostra alla galleria Anna Klinkhammer

Sabine Hauptmanns, Abendzucker, 2012, olio su tela, 18x24 cm
courtesy l'artista e 
Anna Klinkhammer Galerie, Düsseldorf



(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

La galleria Anna Klinkhammer presenta una gradevole personale della pittrice Sabine Hauptmanns, tedesca ma nata in Spagna.

Anzitutto però una piccola informazione pratica per chi ancora non lo sapesse: la galleria non si trova più in Mutter-Ey-Strasse 5 ma ha una nuova sede in Neubrückstr. 6. 

Un’atmosfera raccolta e familiare accoglie il visitatore del piccolo spazio a pochi passi dal K20. I lavori di Sabine Hauptmanns, a dispetto di alcuni forti e vivaci cromatismi, sono tutt’altro che invadenti e rispecchiano al contrario l’atteggiamento sobrio e garbato che si riscontra anche nei modi della stessa artista.

lunedì 14 settembre 2015

Enrico Tealdi. La diagonale diffusa.

Enrico Tealdi, Il posto sbagliato dell'anima, 2015
tecnica mista su carta incollata su tela, 30x40 cm
courtesy l'artista

Talvolta, nell’arte come nella vita, si instaurano legami accidentali e imperscrutabili da non trascurare: così per esempio, nella stessa epoca e senza che gli autori si conoscessero, Fernando Pessoa concepì Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares e Rainer Maria Rilke pubblicò I quaderni di Malte Laurids Brigge, due opere profondamente affini, sin dalla struttura del titolo. Accostarvi le nuove opere di Enrico Tealdi non costituisce soltanto un esercizio retorico:

venerdì 11 settembre 2015

Vera Portatadino

Vera Portatadino, The Cycle (When the Night Comes), 2015
olio su tela, 160x160 cm, courtesy dell'artista


Ci sono luoghi in cui l’oscurità non cala soltanto: incombe. E proprio questo li rende luoghi metaforici per eccellenza. L’Africa, protagonista di una serie di tele che Vera Portatadino ha dipinto dopo un viaggio in Tanzania, è uno di tali luoghi, se come afferma la stessa artista: «Nella natura più che nella disparità sociale emerge la contraddizione». Il concetto d’incombenza della notte, con le proiezioni a essa usualmente correlate (paura, ferinità, disorientamento e somma precarietà), ci sembra quindi una possibile chiave di lettura del suo lavoro. Una Notte che si emancipa tuttavia da ogni attributo temporale, per diventare principio, presenza allusa. Ne sono veicolo, in molte sue opere, sia bestie sia volti umani che, nell’immaginario securizzato dell’osservatore urbano, sconfinano nel dominio dell’animalità selvaggia.

domenica 7 giugno 2015

Fabio Marullo

Fabio Marullo, Aprirci all’enigma dell’essere, 2015
olio su lino, 140x100 cm, courtesy l’artista

Definiamo liminare la pittura di Fabio Marullo, poiché sembra attingere le sue migliori energie allo spazio-tempo nebuloso e incerto che precede il risveglio, quando ancora la mente indugia nella logica farraginosa del sogno, ma già iniziano a farsi strada i primi pensieri lucidi e le percezioni nitide del reale; oppure, al contrario, a quello complementare della veglia che precede il sonno, quando la coscienza cerca ancora di aggrapparsi a scampoli di sensatezza senza riuscire a frenare l’inesorabile scivolamento nell’irrazionale, quando i sogni compaiono nella nostra realtà e la contaminano con sprazzi di assurdo.

domenica 31 maggio 2015

Figure dell’ingenuità
Figures of Naivety

Figure dell'ingenuità / Figures of Naivety
View of the text installed in the exhibition
Una gita nel bosco / Ein Ausflug in den Wald
Photo courtesy Gianni Moretti 


(scroll down for English version)


Figure dell'ingenuità
di Veronica Liotti e Stefano Franchini
(Düsseldorf, 25 aprile 2015)

Presentiamo qui sei figure dell’ingenuità:
il Bambino, l’Animale, il Santo, il Politico, l’Economista
e infine Perelà,
la creatura futurista di Aldo Palazzeschi che dell’ingenuità è metafora assoluta.
Le presentiamo attraverso un collage testuale,
applicando per questa operazione critica
il principio costruttivo radicale suggerito da Walter Benjamin:
un testo fatto solamente di citazioni.
Non si tratta di condividere o criticare ciò che le citazioni dicono,
ma di affrontare il tema in modo possibilmente suggestivo e stimolante.
Ogni testo è introdotto da un nostro sintetico commento.
Tutti i testi risalgono a un’epoca anteriore al 1933,
data cruciale che segna una cesura
nella storia dell'ingenuità.


giovedì 21 maggio 2015

Primavera siciliana a Düsseldorf



Daniele Franzella, Dell'inutilità, della disciplina e delle cose che ci sembrano importanti, 2015
Courtesy the artist



Daniele Franzella. Chronik der Stadt Ur
Atelier am Eck, in Himmelgeister Straße 107
8. - 17. Mai 2015

Diego Ruggiero und José Florentino
Vögel und Bäume. Laissez mes armée être les rochers et les arbres, et les oiseaux dans le ciel
SITTart Galerie im Küstler-Atelierhaus
9. - 31. Mai 2015

Questo maggio a Düsseldorf sono sbocciate le zagare, con due mostre di artisti siciliani, entrambe a cura del palermitano Alessandro Pinto.

giovedì 14 maggio 2015

Christoph Schellberg
Linn Lühn Galerie, Düsseldorf
14.03 - 16.05.2015

(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

La personale di Christoph Schellberg riserva al visitatore due piacevoli illusioni.

La prima riguarda l’installazione e il criterio formale cui è ispirata che sembra prospettare una narrazione basata su un preciso ordine, mentre si è di fronte a una sequenza “casuale” di disegni abbastanza simili seppur privi di una relazione narrativa o logica tra loro, ordinati solamente secondo un parametro oggettivo, cioè la gradazione cromatica.


Cristoph Schellberg
view of the installation at Linn Lühn Galerie, Düsseldorf

mercoledì 8 aprile 2015

1 Koffer Kunst
3.-17. Mai 2015
Kunst die in einen Koffer passt:
eine italienische Gruppenausstellung mit Künstlern aus Turin



(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)
(scroll down for English version)


Domenica 3 maggio, la mostra 1 Koffer Kunst (1 valigia di arte) inaugura nell'atelier della casa della scultrice Nele Waldert e dell'architetto paesaggista Markus Loh, in Viersener Strasse 38, a Düsseldorf/Heerdt.

Accogliendo il loro invito, la curatrice italiana Veronica Liotti, loro amica, esporrà per la prima volta a Düsseldorf i lavori di 4 artisti torinesi, in una collettiva concepita per l'occasione. 

martedì 17 marzo 2015

Lorenza Boisi

Lorenza Boisi, Self Portrait Posing as a Sculpture, 2014
olio su tela, 120 x 100 cm
courtesy l'artista

Pittrice d’incertezze e possibilità: così si definisce Lorenza Boisi in un’intervista rilasciata alla rivista FlashArt un paio di anni fa. Sebbene non si occupi programmaticamente di tematiche sociopolitiche o di critica dell'attualità, ma abbia «sempre lavorato per rendere tangibile, condivisibile, un universo interiore», l’artista milanese entra, più o meno consapevolmente, in profonda risonanza con il suo e il nostro tempo.

mercoledì 3 dicembre 2014

Michele Tocca

Michele Tocca, Cloud III, 2014
olio su tela, 80x50 cm
Courtesy of the Artist and of James Fuentes
Photo by Adam Reich

Michele Tocca è un pittore anagraficamente giovane, ma con una consapevolezza già solida della propria disciplina: il dipingere quasi esclusivamente a olio su tela e sempre dal vero non attesta semplicemente la sua adesione a canoni e tecniche tradizionali; è altresì un espediente per poter sviluppare una riflessione sull'architettura dell'immagine pittorica, sulla mutevolezza del «mondo in presa diretta», sulla necessità di aderire alle cose per poterle tradurre in immagini.

lunedì 22 settembre 2014

Giovanni Frangi

Giovanni Frangi, Val Bondone, 2013
olio su tela, 130x100 cm
courtesy l'artista e Galleria dello Scudo, Verona


L'olio su tela di Giovanni Frangi intitolato Val Bondone è un dipinto di grande formato, caso non isolato nella produzione dell'artista. Dal vero, sviluppandosi in verticale, immerge lo spettatore nel paesaggio che ritrae. Questa fruizione “immersiva” delle sue opere, indissolubilmente legata al fattore dimensionale, non è un aspetto secondario, ma è parte integrante dell'approccio di Frangi e del complesso equilibrio che la sua pittura tenta d'instaurare con la rappresentazione della natura e con la tradizione paesaggistica, all'interno della quale egli andrebbe – credo legittimamente – collocato, seppure in una posizione peculiare.

giovedì 26 giugno 2014

Gianluca Di Pasquale


Gianluca Di Pasquale, Bagnante, 2013-2014
olio su tela, cm 150 × 100
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz
Foto di Andrea Rossetti


Lo scorcio dipinto da Gianluca Di Pasquale ci immerge in un angolo di paradiso, raccolto e sereno. In un diradamento della foresta lussureggiante i nostri occhi sorprendono una donna solitaria e nuda nelle acque ferme di un lago, inconsapevole dello sguardo altrui e abbandonata al piacere del bagno e della natura.

giovedì 29 maggio 2014

Nele Waldert. Atmen

Heldengalerie

(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)
(scroll down for English version)


I ragazzi di Nele Waldert non hanno età, identità, provenienza o intenzioni specifiche. I loro sguardi si perdono nel vuoto e le labbra socchiuse abbozzano un'espressione ineffabile, incapaci (e senza bisogno) di parlare, perché prive di vouloir-dire. Così dev'esser stato l'Adamo primordiale nel momento della sua creazione, ben prima di avere in dono la parola e il linguaggio, ancora in grata attesa di ricevere un soffio di vita.

lunedì 5 maggio 2014

Katja Davar. Lettura di un'onda
Nele Waldert. Della dissimulazione onesta

a cura di Veronica Liotti

EFFEARTE, Milano
23 maggio - 12 settembre 2014

Katja Davar, The Stage The Plot, 2012
animazione H/D, bianco e nero, senza sonoro, 2:35 min.
Courtesy l'artista e galerie Kadel Willborn, Düsseldorf

Nele Waldert, Mann mit Glasblasen, 2009
gesso sintetico e vetro, 74x22x22 cm
Courtesy l'artista


(scroll down for English version)


Milano 22 maggio 2014. EFFEARTE raddoppia l'ultimo appuntamento della stagione con due personali delle artiste Katja Davar e Nele Waldert. Le due mostre Katja Davar. Lettura di un'onda, prima personale dell'artista in Italia, e Nele Waldert. Della dissimulazione onesta, seppure inaugurate e ospitate contemporaneamente negli spazi della galleria, sono autonome sia nell'allestimento sia nel concept. Entrambe attive nel cuore della regione renana, rispettivamente a Colonia e a Düsseldorf, e pressoché coetanee, Katja Davar e Nele Waldert sviluppano tuttavia ricerche dai presupposti e dagli esiti completamente differenti.

venerdì 7 marzo 2014

Gaia Carboni

Gaia Carboni, Pipe Organ I, 2009
matita su carta filigranata, 65x50 cm

Courtesy l'artista


Osservando la snella struttura a torri cilindriche che svettano nel cielo, così in alto da restare impigliate tra le nuvole, è quasi inevitabile l’analogia visiva con arditi e avveniristici progetti mai realizzati, ma fondamentali per la storia dell’architettura occidentale, come Il grattacielo di vetro di Mies Van Den Rohe del 1922 oppure Il grattacielo alto un miglio di Frank Lloyd Wright del 1956. Con questi l’opera in copertina condivide non soltanto una spiccata propensione alla verticalità, ma anche quella sorta di alone magico del quale è sempre ammantata, per le infinite possibilità che dischiude, la scoperta di tecnologie all’avanguardia e materiali inediti.

mercoledì 19 febbraio 2014

«One Dollar». A Contribution to the Critique of Political Economy
di Veronica Liotti e Stefano Franchini

Jefferson Hayman, One Dollar
stampa in gelatina ai sali d'argento, Ed. 25, 19,5x17 cm
Courtesy galleria PH Neutro, Pietrasanta (LU)

(scroll down for English version)

L’opera One Dollar di Jefferson Hayman si può considerare, sotto tutti i punti di vista, un autentico trattato teologico-economico sulla circolarità dialettica innescata dalla differenza costitutiva tra l’oggetto “moneta“ e il concetto “denaro”, dall’invisibile tensione tra valore reale e valore nominale. Un singolo biglietto verde americano, con il suo tipico numero di serie e anno di emissione da parte della Federal Reserve, fuoriesce dalla dimensione puramente economico-politica e viene trasferito nella sfera estetica grazie all’atto della produzione artistica.

venerdì 24 gennaio 2014

Intervista a Boris Groys

Boris Groys
Courtesy Wikipedia

(scroll down for the original English version)

Dopo la pubblicazione dell'edizione tedesca nel 2009 è uscita quest'anno per Mimesis la traduzione italiana di Einführung in die Anti-Philosophie (Introduzione all'antifilosofia, a cura di P. Perticari, trad. it. S. Franchini), una selezione di saggi del filosofo e teorico dei media Boris Groys, annoverato tra le cento personalità più influenti dell'arte contemporanea mondiale dalla classifica di ArtReview dello scorso anno.
Stimolati dalla lettura del volume, in cui la riflessione sull'arte contemporanea diventa strumento per indagare e presentare sotto una luce nuova il pensiero di alcuni tra i maggiori filosofi e pensatori, da Heidegger a Benjamin, da Kierkegaard a Jünger, da McLuhan a Derrida – solo per citarne alcuni –, abbiamo chiesto all'autore di rispondere a qualche domanda.